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Aiutiamo gli Operations Managers a Concepire e Realizzare Visioni Industriali Fondate sulla Cultura Lean Manufacturing

Lean Coaching

I processi di cambiamento, conducono spesso le aziende e i loro responsabili a dover integrare: delle nuove metodologie, dei nuovi modi di pensare e dei conseguenti nuovi comportamenti.

Spesso, il cambiamento richiede o esige l’acquisizione di nuovi valori, principi e concetti che molto spesso si rivelano in totale opposizione con quelli fino ad allora abituali.

La conseguenza è che in questo tipo di situazione il management e i suoi collaboratori può trovarsi a vivere una crisi d’identità che a sua volta può sfociare in una resistenza al cambiamento.


Si può assistere a dei veri e propri confronti tra il vecchio e il nuovo modo di pensare.

I manager che si trovano all’improvviso inadatti e non preparati al cambiamento adottano consciamente o inconsciamente delle tattiche di resistenza che hanno lo scopo di metterli al riparo dagli elementi, in attesa che la tempesta passi e che il progetto di cambiamento fallisca.


Non è raro di assistere a dei sabotaggi anche inconsci e a decisioni e comportamenti che mettono a rischio tutto il progetto di cambiamento.

Come esempio d’azioni, di sabotaggio, possiamo citare l’azione di non dare le risorse necessarie al progetto (sotto la scusa di esserne a corto) o rinviare alcune azioni di cambiamento concreto già elaborate, definite e progettate oppure di non collaborare pienamente con i consulenti lean.

Un’altra azione che può rendere evidente di essere alla presenza di una resistenza al cambiamento è il rifiuto di acquisire le competenze necessarie allo stesso; alcuni manager possono non partecipare per loro scelta (adducendo le scuse più varie) a riunioni strategiche, seminari di formazione o endorsement di gruppi di lavoro.


In questo contesto il coaching, rappresenta un aiuto importante se non indispensabile per la riuscita di un processo di cambiamento culturale.

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Se introdotto correttamente, questo strumento rappresenta per il manager e i suoi collaboratori (che lo vogliono usare) il salvagente per non affogare durante la tempesta.

Se accettato il coaching allora diventa lo strumento principe per ridefinire il proprio ruolo, la propria identità e le proprie competenze nell’azienda che sta cambiando pelle.


Il coach nel suo ruolo, non deve essere visto come un consulente, è piuttosto il supporto che fa da specchio neutro non giudicante, davanti al quale il manager e i suoi collaboratori cominciano a elaborare la nuova identità e a testarla nella pratica quotidiana fino all’acquisizione finale.

In Kaizen Coach concepiamo la performance come una risultante di 2 gruppi di fattori; Il gruppo di credenze, significati, principi e valori che una persona può avere e il gruppo di competenze che la persona ha acquisito per svolgere il proprio lavoro o attività.


La performance di un individuo o di un gruppo di lavoro non può essere ottimale nel caso i valori e i principi e concetti siano di un livello non adeguato al contesto della performance.Per esempio: non possiamo pensare che un manager performi al meglio se ha paura di lavorare in gruppo.Come non possiamo pensare che lo stesso manager possa performare al meglio quando non ha le competenze per comunicare con le persone, o per scrivere un report.


Il coaching è lo strumento principe per far lavorare l’individuo o il gruppo all’acquisizione dell’insieme di significati, valori, principi e credenze necessarie all’ottenimento della performance ottimale nel contesto in cui opera.

KAIZEN COACH ha stato studiato il programma Coaching+ per aiutare le vostre risorse umane a evolvere nella direzione delle esigenze dell’azienda.

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